Usiamo spesso kid friendly e family friendly come sinonimi, ma da “tecnico” mi fa piacere evidenziarne le sfumature di significato.
Entrambe le espressioni servono a designare ambienti con una frequentazione trasversale, a cui si è voluta riservare un’ulteriore attenzione specifica.
Un ambiente kid friendly (o child friendly) è uno spazio a misura dei più piccoli, pensato dunque per le loro esigenze, per le loro richieste e… per le loro dimensioni. Un’area kid friendly avrà per esempio arredi per bambini (come misure e come tipologia), oggetti alla portata della loro mano, immagini che sono in grado di vedere e comprendere, proposte specifiche per le caratteristiche della loro età. Gli spazi kid friendly possono essere frequentati anche da gruppi di bambini o da bambini accompagnati da figure adulte diverse dai genitori.
Un ambiente family friendly è adatto per l’intera famiglia; questo vuol dire sia che è progettato per fare in modo che tutti i suoi componenti si sentano bene al suo interno, sia che l’intento è favorire l’interazione tra di loro. Generalmente, nei luoghi considerati family friendly sono benvenute anche le persone senza figli al seguito.
Sono definizioni che non si escludono a vicenda (anzi!) e riguardano tanto le esperienze quanto gli spazi; se parliamo di questi ultimi, però, in entrambi i casi ci si aspetta la presenza di alcuni servizi di base, quali un fasciatoio, uno scaldabiberon e dei seggioloni.


Sono entrato a far parte del team di unprogetto, per raccontarvi l’interior design a misura di famiglie e per… progettazioni speciali insieme alla sua fondatrice Carlotta Berta!
Qui trovate la mia intervista introduttiva.
