Abbiamo escogitato convenzioni internazionali per codificare le caratteristiche di tutte le cose. Dunque se chiediamo a persone diverse di misurare, ad esempio, la stessa casa, con lo stesso strumento, ci aspettiamo descrizioni pressoché identiche. Sbagliato.
Se la tua pelle o i tratti somatici si discostano dal modello occidentale prevalente – quello bianco caucasico – la casa si fa più piccola, a volte minuscola, e con tutta probabilità non è né in buono stato, né in un buon quartiere.
Se tu che srotoli il metro non sei maschio o non ti percepisci come tale, ricordati di entrarci passando da una porta secondaria, l’ingresso principale non ti è consentito.
Vorresti calcolare l’estensione del tetto ma il tuo corpo ha una forma o un funzionamento non conforme a ciò che è considerato giusto? Risparmiati la fatica, la casa sarà scoperchiata.
Se, crescendo, hai compreso che il tuo orientamento sessuale o la tua identità di genere non corrispondono con quanto ci si aspetta da te, via lo steccato, via il vialetto, via il bel verde intorno: devi chiedere il permesso ai vicini, anche se loro il permesso a te non sono tenuti a chiederlo.
Evidentemente non tutte le persone sono legittimate ad esistere. E anche questa, a quanto pare, è una convenzione internazionalmente condivisa.
