Probabilmente ci siamo amati già in una vita precedente. Ma le cose tra di noi non sono mai state facili, non lo sono tuttora. Forse, però, i rapporti più intensi facili non lo sono mai, seguono lo stesso andamento fluttuante delle parole scritte a mano libera, con i tratti ascendenti delle maiuscole alternati a picchi verso il fondo, sotto al rigo del quaderno.
Ci è voluto parecchio tempo prima che mi decidessi a fare il primo passo. Eppure c’era qualcosa che mi portava a te da sempre, un richiamo che mi diceva che questa volta valeva la pena superare la timidezza, un’urgenza che prima o poi sentivo di dover assecondare. In effetti, quando decidi di dar vita a una nuova storia, la storia dentro di te è già cominciata da un pezzo. Si tratta più che altro di dichiararselo, scriverlo nero su bianco.
E così, pian piano, ci siamo avvicinati e hai avuto la pazienza di aspettare che facessi pace con la mia cocciutaggine, col mio bisogno di mettere i puntini sulle i ed esprimermi per quello che sono, per quello che sento. Ci siamo osservati, riempiti l’un l’altro, ritrovati accartocciati in un angolo. Abbiamo imparato che si può dire senza parlare solo di se stessi.
Gli anni passano in fretta e siamo cambiati entrambi, inevitabilmente; molto più lenti passano quei giorni in cui ho la sensazione che sia tutto da rifare, ma ti trovo sempre lì, in silenzio, per ricominciare, ancora. Apprezzo di te il candore, l’opportunità che mi dai di riscoprirci ad ogni nuova alba, gli infiniti scenari che mi fai vivere, la possibilità di dare un nome, una forma, un senso a ciò che ci circonda.
Insomma, anche se spesso ti odio, alla fine ti amo, pagina bianca!
