Caro Tata,
ti seguo con piacere su Instagram da qualche tempo e devo confessare che sei stato una piacevole sorpresa, oltre che una bella ventata d’aria fresca. Ti ringrazio perché, nonostante i temi che tratti non siano banali, il modo con cui ti approcci li rende un racconto. Ecco, spero che anche la mia storia possa diventarlo, mi auguro che non rimanga solo nella mia cerchia di amici e parenti, ma possa essere di conforto e un aiuto per chi come noi si è trovato ad affrontare la malattia di una persona amata. Sono stata immensamente legata al mio papà. La mia mamma è una donna bella, bellissima, parlerò con gli occhi di una figlia, ma per me lei, nonostante tutte le debolezze, è una donna di carattere che sa ciò che vuole e si dà da fare in tutto quello in cui crede, e non solo. Insomma, i nostri genitori hanno insegnato a me e a mio fratello cosa vuol dire avere due persone che ti supportano sempre e che credono in te. Mio papà ha combattuto il cancro con una forza immensa; ha iniziato questo cammino nel 2011 quando ha notato che in lui c’era qualcosa che non andava e da lì è cominciato un periodo pieno di paure e sofferenze, che spesso non raccontava e non condivideva con nessuno, andando avanti con il timore di non arrivare a vedere le persone che amava il giorno seguente. La nostra storia è come quella di molte altre famiglie, ma la forza che ho visto in mio papà è rara. Ha affrontato tutto di petto, riso, scherzato, ironizzato sulla malattia, a volte con la tristezza nel cuore, ma con una voglia di vivere che non tutti riescono a trovare. Vorrei raccontarti di più affinché, tramite te, tutte le persone che si trovano in una situazione simile sappiano che non sono sbagliati e che non hanno nessuna colpa, perché spesso si sentono in difetto. Vorrei che ogni persona che affronta un colpo all’anima del genere possa asciugarsi le lacrime e sorridere sapendo che non è solo. Il mio consiglio è di affrontare questo momento con leggerezza e sorrisi, cercando di godersi ogni singola sfumatura e profumo, anche quando sembra assurdo e impossibile. Ma soprattutto di rendersi conto di quanto siano speciali e brillanti nonostante il grigio che vedono intorno e alzarsi al mattino sorridendo a chi amano, anche con un peso così grosso sulle spalle, perché un sorriso è forza e forza è vita. Grazie per avermi ascoltata e per aver dato un motivo in più a chi ha tanta paura di perdere chi ama.
Con affetto, Crix Lune
Cara Crix,
hai mai fatto caso alle parole che tendiamo ad utilizzare quando la salute, nostra o di un nostro caro, viene meno? La malattia va combattuta, si lotta contro un brutto male, non bisogna arrendersi, si affronta una battaglia, per sconfiggerla. Tanti (troppi) guerrieri impegnati nella loro personale spedizione punitiva contro condizioni che si aggravano. Ma la malattia più che a una guerra assomiglia a un’invasione di campo inaspettata, un attacco alle spalle, un’imboscata sleale. E non so dire quali armamenti sfoderare di fronte a uno scontro così impari in cui non si può mai abbandonare la postazione di difesa, ma come te sono convinto che sia lo schieramento a fare la differenza; e allora, forse, più che concepirla in termini militareschi, dovremmo imparare a dire che la malattia si attraversa. Come si guada un fiume o si esplora una foresta, o come si nuota sott’acqua da una sponda all’altra, magari in apnea ma scoprendo scenari diversi da quelli a cui siamo abituati. Attraversare il dolore è senza dubbio il viaggio più faticoso che possiamo compiere durante questa opportunità che si chiama vita, ma di certo è un cammino che cambia per sempre tutti coloro che, a vario titolo, lo percorrono, facendo conoscere l’esistenza, anche quella biologica, in profondità e – oserei dire – in altezza, in tutti i picchi di cui le emozioni sono capaci, concedendosi il diritto di non sorridere sempre, dando valore anche alle lacrime. E passo dopo passo ci si accorge che anche lui, il dolore, seppur inaccettabile, ha però paradossalmente un potere terapeutico, quello contro la malattia più diffusa: l’indifferenza.
Lorenzo LTM
Caro Tata è la mia rubrica di corrispondenza con i lettori su Family Nation Magazine. Il numero 15 della rivista (giugno 2019), con questa lettera e molti altri contenuti interessanti, si può ordinare (o sfogliare gratuitamente) qui.
Scrivermi è semplice: lettere brevi, inviate all’indirizzo parliamone@latatamaschio.it con oggetto “Caro Tata” e tema libero. Io le leggerò tutte, alcune verranno pubblicate e i loro autori riceveranno un regalino, come è successo a Crix Lune, che ringrazio!
