Cara bambina che non facevi una corsa da mesi, caro bambino che hai imparato la parola quarantena, è inevitabile chiedermi cosa vi avrà lasciato questo periodo, come lo ricorderete tra qualche anno, quanto ha influito sulle vostre giovani menti…
Cosa ha lasciato a noi, invece, temo di saperlo: un solco profondo nel terreno che acuisce le distanze tra chi si sente parte e chi vuole la sua parte. Il rischio è che aumentino gli squilibri, le contraddizioni, i contrasti. Perché non sempre le figure sono regolari come nella geometria che ora state studiando attraverso uno schermo, molto più spesso se il perimetro d’azione si fa stretto, l’area dei divari aumenta. E così chi già aveva a cuore, ora lo avrà ancora di più, mentre chi si sentiva autorizzato a non interessarsene, non se ne curerà affatto.


Dalla riflessione sul nostro impatto sul pianeta e sulla collettività e da una sequenza di settimane claustrofobiche nasce il concept delle nuove card per A Gipsy in the Kitchen Shop, con un’illustrazione di Roberta Rossetti. Racchiudono piccoli messaggi di rinnovamento che verranno rilasciati seguendo le stagioni; il primo viene inserito nelle loro spedizioni di questi mesi e contiene le istruzioni per preparare delle seed bombs e veder fiorire il mondo!


Le bombe di semi servono ad aggiungere verde, vita e cibo ai luoghi, specialmente quelli trascurati, perché la guerrilla art deve sempre essere improntata ad abbellire e mai a danneggiare. Un guerrilla gardener, infatti, è un protagonista attivo del paesaggio urbano e cerca di influire positivamente su di esso.

Creare delle seed bombs, da soli o con i bambini, è semplice e divertente! Occorrono dei semi autoctoni, acqua, terriccio e volendo anche un po’ di argilla rossa o marrone (si trova nei negozi di agraria e giardinaggio o sulle rive di fiumi e torrenti).
Si impasta tutto con la proporzione di due manciate di semi per tre di terriccio e si formano delle palline, che andranno fatte asciugare e inumidite nuovamente poco prima di essere lanciate in qualsiasi posto che abbia un minimo di esposizione al sole e alla pioggia.
L’aspetto positivo è che non devono essere interrate o innaffiate, quello negativo è che… beh non tutti approvano questo modo di interagire con gli spazi pubblici.

#seminailbello è un hashtag e una community creati da Nausica Capriotti per condividere parole, immagini e contenuti come fossero semi tra mani premurose che li poggiano a terra per accudirli e vederli germogliare. Una presa di coscienza per una comunicazione gentile, felice, pulita e di valore.
