C’è un solo modo per arginare la disparità di genere ancora dilagante: smettere, fin da subito, di classificare le scelte e i comportamenti dei bambini come da femmina o da maschio.
Quando, come nella situazione attuale, non solo si crea confusione in maniera pretestuosa, fuorviante e strumentale, ma addirittura si tende a regredire e cancellare acquisizioni culturali direttamente connesse con i diritti fondamentali delle persone, sento l’urgenza di fare chiarezza – in primis dentro di me – e per farlo non conosco altro modo se non usare il pensiero critico e documentarsi (o ricorrere agli studi effettuati).
Dal punto di vista psicologico, parlare di identità di genere vuol dire riferirsi a una combinazione di almeno tre aspetti: percezione corporea, ruolo sociale ed espressione di genere.
Mentre il primo fattore, la percezione, viene esplorato fin dalla prima infanzia ed è per definizione intimo e individuale (così come l’orientamento sessuale, che però va distinto dell’identità di genere), gli altri due sono fenomeni collettivi. Con ruolo sociale di genere intendiamo l’insieme degli atteggiamenti che la società si aspetta da ciascuno in base al sesso biologico (abbigliamento, linguaggio, professioni, etc). L’espressione di genere, invece, indica i segni esteriori del proprio essere, il modo con cui ciascuno sceglie di manifestare all’esterno l’identità che percepisce, in risposta al contesto in cui vive.
Finché i ruoli verranno imposti in maniera necessaria e stereotipata e l’espressione del singolo sarà normata seguendo schemi esclusivi e orientati a partire dalla (non) sensibilità di pochi, continueranno a crescere persone con una visione rigida e maschilista che stabilirà cosa è giusto e per chi, sopprimendo così la possibilità di autodeterminarsi.
Ogni comunità ha delle regole condivise, è inevitabile (nonché indispensabile). Quello su cui dobbiamo e possiamo agire è il creare le premesse affinché possa star bene anche chi in quelle regole non si riconosce. Il timore per il giudizio altrui o la paura che deriva dall’abbandonare riferimenti rassicuranti sono pensieri totalmente adulti. L’essere umano è sempre molto di più della sua identità di genere!
